Il
linfodrenaggio e' una particolare tecnica di massaggio che permette il drenaggio linfatico
dai tessuti. La tecnica con cui si esprime il linfodrenaggio manuale e' costituita da una
precisa manualita' applicata sul corpo del paziente con "tocchi", movimenti
circolari o a pompa che, modificando la pressione dei tessuti, permette alla linfa una
migliore circolazione.
La tecnica di applicazione prevede l'utilizzo di quattro diverse prese
manuali: i "cerchi fermi", il "tocco a pompa", la "presa che
attinge", il "tocco rotatorio". Con la prima presa il fisioterapista
appoggia le dita piatte sulla pelle del paziente spingendo in modo circolare sul posto o
allargandosi a spirale, questi cerchi si applicano per lo piu' per il trattamento del
collo, del viso e delle stazioni linfonodali; con il "tocco a pompa" il
fisioterapista sposta la pelle del paziente in cerchi ovali muovendo il pollice e le dita
nella stessa direzione, i polsi guidano il movimento; con la "presa che attinge"
si forma un movimento a spirale attraverso la rotazione del polso; con il "tocco
rotatorio" il polso del fisioterapista si alza e si abbassa, tutta la mano passa
sulla cute e ruota a spirale. Queste quattro prese possono essere utilizzate insieme nel
trattamento. Possiamo dire che il linfodrenaggio manuale di Vodder consiste in una
combinazione di movimenti circolari, ruotanti od ovali, piccoli o grandi, profondi o
superficiali, in cui la pelle viene spinta senza scivolare sopra di essa.
Questa tecnica di massaggio utilizza una pressione molto leggera sulla pelle, quella che
basta per spostare la pelle nelle due direzioni trasversale e longitudinale.
L'applicazione di una determinata pressione e la velocita' dei movimenti sono legate alla
sensibilita' dei polpastrelli e all'intuito del fisioterapista e si puo' apprendere
dall'esperienza.
L'effetto del linfodrenaggio manuale consiste in gran parte in una
eliminazione meccanica dal tessuto dei liquidi e degli elementi in essi esistenti; la
tecnica del massaggio, per essere efficace, deve essere eseguita correttamente rispettando
sia la direzione di flusso della linfa verso le stazioni linfonodali che la pressione
nelle diverse manovre, questa deve essere adeguata al tessuto del paziente, piu' e' lasso
il tessuto piu' leggero dovra' essere il massaggio. Nell'applicazione di questo tipo di
massaggio e' importante rispettare alcuni principi: 1) la zona prossimale della cute viene
trattata e svuotata prima di quella distale per far posto ai liquidi della parte distale
che fluiranno successivamente; 2) non si deve formare alcun arrossamento sulla pelle
trattata; 3) il massaggio non deve provocare dolore.
Per poter applicare questa tecnica di massaggio e' necessaria una specifica preparazione
del fisioterapista con la frequenza ad un corso di formazione che gli permetta di
acquisire la manualita' adeguata per poter lavorare sul paziente e ottenere gli effetti
terapeutici attesi. Il linfodrenaggio manuale ha principalmente un'azione drenante dei
tessuti, e' utilizzato, infatti, nel trattamento degli edemi.
Oltre all'azione drenante dei tessuti, il linfodrenaggio manuale ha un'azione sulla
conduzione del dolore (effetto antalgico), ha un'azione sul sistema neurovegetativo, in
particolare sul sistema parasimpatico, provoca, quindi, una inibizione del tono muscolare
e un miglioramento del trofismo tessutale.
Il linfodrenaggio manuale viene utilizzato principalmente per ottenere un effetto di
riassorbimento degli edemi, soprattutto degli arti, formatosi, per esempio, in seguito ad
asportazione dei linfonodi: come l'edema dell'arto superiore dopo mastectomia.
Il linfodrenaggio manuale stimola il moto linfatico e porta ad un aumento della capacita'
di trasporto della linfa, viene favorita sia la frequenza che l'ampiezza delle contrazioni
dei linfoangioni (il linfoangione e' l'unita' contrattile del vaso linfatico) che spingono
la linfa verso le stazioni linfonodali prossimali. Il linfodrenaggio manuale si
differenzia dal massaggio classico soprattutto per la pressione piu' lieve che viene
applicata sul tessuto da trattare. La pressione viene adattata al tipo di tessuto: sul
tessuto trofico sara' piu' forte, sul tessuto lasso sara' piu' leggera; nel paziente
giovane potra' essere piu' forte e nel paziente anziano sara' piu' leggera. Il principio
che regola la pressione del massaggio e' il seguente: bisogna applicare la pressione
sufficiente a spostare il tessuto nelle due direzioni, longitudinale e trasversale
rispetto all'asse del segmento che si sta trattando. Se la pressione del massaggio e'
troppo forte puo' provocare dolore, quindi se il paziente riferisce sensazione di dolore
durante il massaggio e' necessario diminuire la pressione nelle manovre.
Oltre alla corretta esecuzione delle tecniche manuali in relazione alla
patologia, per aumentare l'efficacia del massaggio si possono utilizzare i seguenti
accorgimenti:
I tempi di trattamento sono variabili, dipendono da diversi fattori quali la diffusione e
l'entita' dell'edema, la reazione del paziente al trattamento.
La singola seduta puo' durare da un'ora ad un'ora e mezzo, si possono praticare uno o piu'
cicli di dieci sedute, la durata del trattamento e la frequenza delle sedute vanno
stabilite in base alla situazione del paziente, quindi vanno valutate da caso a caso.
Il linfodrenaggio manuale e' controindicato in maniera assoluta nei tumori maligni, nelle
infiammazioni acute, nelle trombosi recenti, nell'edema cardiaco; e' controindicato in
maniera relativa nell'ipotensione, nell'ipertiroidismo, nel ciclo mestruale, nelle
cardiopatie non edemigene, nell'asma.
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